La pandemia da COVID-19 ha provocato, tra le altre cose, il distanziamento sociale, la chiusura di scuole e università, la cancellazione di tutti gli eventi culturali in presenza per cercare di interrompere la diffusione del virus. Di punto in bianco, la scuola si è ritrovata a dover necessariamente riconfigurare le attività didattiche on-line: programmazioni, lezioni e laboratori tutto a distanza. Non tutte le istituzioni scolastiche hanno risposto allo stesso modo e con la stessa tempestività ma, sicuramente, tutte le scuole hanno fatto il possibile per avviare la Didattica a Distanza, in modo da assicurarne la continuità anche se virtuale.

I docenti hanno dovuto modificare le proprie abitudini lavorative, hanno cercato di sopperire alla distanza utilizzando la tecnologia a disposizione ed incrementando le conoscenze informatiche. Tutto è cambiato nel giro di pochi giorni: le aule sono diventate virtuali, le lezioni, le voci dei bambini, i libri e i compiti per casa. Nelle iniziali corse all’avvio della DAD non si è tenuto conto che questa “scuola virtuale” non avrebbe raggiunto tutti gli alunni.

Anche il progetto HORTICULTURA ha modificato le proprie attività. Infatti, in accordo con i Dirigenti scolastici degli istituti partner del progetto, le attività che dovevano essere svolte in presenza sono state trasferite in DAD. Gli alunni hanno accolto con entusiasmo le lezioni improntate all’insegna di giochi e scoperte.

DISTANZA SOCIALE E VIRTUALE

Il nostro paese ha dovuto subito riconoscere numerose criticità pregresse sul fronte delle disuguaglianze digitali. Dai livelli di competenza dei giovani italiani, inferiori alla media Ue, alle disparità nell’accesso alla rete veloce, fino alla disponibilità di pc e tablet nelle scuole.

Secondo un’indagine Istat, quasi una famiglia su tre risiede in aree rurali, in comuni con meno di duemila abitanti e non dispone di una connessione a banda larga.   Inoltre, una ricerca condotta da Open Polis, dimostra che, anche se le grandi città sono maggiormente servite dalla rete, e gli abitanti riescono ad accedere ad una connessione veloce, nei piccoli centri di periferia non è così. È importante chiarire che i dati mostrano a livello locale quanti centri sono raggiunti dalla rete veloce, ma ciò non significa che le famiglie utilizzino effettivamente la banda larga ultraveloce. Essa, infatti, in molti casi può risultare restrittiva in termini di costi e quindi inaccessibile.   In Italia vivono 9,6 milioni di minori. Come conseguenza della quarantena, in questi mesi sono rimasti a casa oltre 8 milioni e mezzo di bambini e ragazzi che prima frequentavano i diversi gradi d’istruzione, dall’asilo nido alle scuole superiori.

L’indagine Open Polis mette in evidenza che gli studenti hanno difficoltà oggettive nel seguire la DAD: il 41,9% dei minori vive in una abitazione sovraffollata, il 7% affronta anche un disagio abitativo (problemi strutturali, poca luminosità). Inoltre, a fronte di una media del 6,4% di nuclei in povertà, tra le famiglie con un figlio il dato è in linea (6,5%), mentre in quelle con 2 figli lo supera ampiamente (10,6%). Circa il 20% delle famiglie con 3 o più figli si trova in povertà assoluta. Purtroppo, c’è da dire che i territori dove vivono più minori sono generalmente anche quelli più a rischio povertà o esclusione sociale. E’ necessario, se non si dovesse tornare presto in presenza, considerare nuove modalità per raggiungere tutti gli alunni, nessuno escluso.

Gli istituti che hanno aderito al progetto registrano una presenza assidua degli alunni alle lezioni di HortiCultura a distanza anche se i bambini esprimono il desiderio di poter mettere in pratica al più presto tutto ciò che hanno appreso; desiderano preparare il terreno per la semina, organizzare l’area e coltivare verdure e cereali e, soprattutto, conoscere i siti Mibact e la loro nota bellezza. I direttori e i responsabili della didattica di Reggia di Caserta, Anfiteatro Campano, Scavi archeologici di Pompei e Casale di Teverolaccio attendono che i piccoli possano quanto prima rallegrare i viali e vedere fiorire gli orti che si stanno preparando per loro. (Ivan Esposito)

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