Anno nuovo, Ortobox nuovo. Va a regime l’anno scolastico 2021/2022. E così arrivano i nuovi giovanissimi destinatari del progetto Horticultura. Succede in tutte e quattro le scuole partner. Accade a Marcianise come a Pompei, a Orta di Atella come a Santa Maria Capua Vedere.

passaggio di testimone

I bambini hanno saputo qualcosa delle attività dai loro compagni di istituto che hanno partecipato l’anno scorso. Sanno che si andrà spesso in luoghi molto belli ed importanti. Si visiteranno infatti la Reggia di Caserta e il Parco Archeologico di Pompei, l’Anfiteatro Campano e il Museo archeologico dell’agro anellano.

Ma sanno anche che Horticultura è un progetto in cui saranno chiamati a fare, ad imparare praticamente. Un percorso “Learning by doing” che comincia con una festa, per la consegna degli Orto Box. Ogni bambino coinvolto dal progetto per l’annualità corrente riceve questo kit. E i bambini partecipanti, mettendo insieme i quattro territori, arrivano a 200.

una scatola magica come strumento didattico innovativo

L’Orto Box è una scatola che contiene tutto (o quasi) quello che serve per realizzare e prendersi cura di un orto. Si tratta di uno strumento didattico versatile per un’attività educativa legata all’agricoltura, con un utilizzo praticabile a scuola, a casa, negli orti didattici museali.

L’Orto Box in particolare contiene:
– strumenti: pinzette, pipetta, lenti che trasformano un cellulare in un piccolo microscopio, calamite..
– materiali: tre tipologie di terreno, che differiscono per permeabilità e quindi per prodotti coltivabili, plastilina, semi..
– schede didattiche per seguire (o per condurre, dal punto di vista degli insegnanti) gli esperimenti che accompagneranno tutta la progressione delle attività di progetto.

nato dalla necessità, ancor più utile con scuole e musei aperti

L’Orto Box è figlio dell’emergenza sanitaria da Covid 19. Non era previsto inizialmente in Horticultura. Ma nella primavera 2020 (e poi ancora in autunno), le restrizioni sanitarie costrinsero alla chiusura di scuole e dei musei. Il progetto rischiava di essere messo in una pausa forzata, senza poter immaginare la ripresa. Questa “scatola magica” consentì di recuperare l’interattività del progetto anche negli incontri che, nel frattempo, si erano spostati in DAD. Ma il successo di questo “prodotto” è stato tale da decretarne un utilizzo anche in condizioni (quasi) ordinarie come quelle che viviamo oggi. (Ivan Esposito)

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