Edilizia scolastica e spazi alternativi. Dopo le linee guida che il Governo ha emanato per la riapertura post Covid, il focus attualmente è concentrato sulla situazione dell’edilizia delle scuole sul territorio nazionale e sulla possibilità di ricavare spazi alternativi. In questo scenario, progetti come Horticultura ed i musei in generale, rappresentano un’opzione ulteriore di spazi per la didattica. 

Il report dell’Osservatorio Con i Bambini e Openpolis

Nell’ambito della situazione dell’edilizia scolastica, l’osservatorio Con i Bambini e Openpolis ha realizzato un report. Dallo studio, prendendo in considerazione anche le linee guida del Governo, è emerso un primo elemento interessante: molti edifici scolastici in uso non sono stati costruiti appositamente per questo scopo, ma riadattati solo successivamente per attività didattiche.

Alcuni dati

“In Italia, circa il 77% degli edifici scolastici è stato costruito già con questa funzione, – si legge nel report – mentre quasi un edificio su 4 (23%) è stato riadattato solo in seguito per un uso scolastico. Queste percentuali variano molto da regione a regione. Si trovano infatti al di sotto della media nazionale Campania (61% di edifici costruiti appositamente per uso scolastico), Emilia-Romagna (69%), Umbria e Calabria (70%), Lazio (73%), Liguria e Puglia (75%)”.

Focus sulla Campania

Concentrandoci sulla Campania, si evince che quasi il 40% degli edifici scolastici non sono stati costruiti appositamente per questo utilizzo. Anche tra le città maggiori ci sono comunque delle differenze. “Isolando i 15 comuni italiani con oltre 200mila abitanti, 8 presentano un dato in linea o superiore alla media nazionale. – spiega il report – In particolare Torino (oltre il 90% di edifici costruiti per uso scolastico) e Padova, Catania e Trieste (quota superiore all’80%). In 3 città la quota di edifici scolastici costruiti appositamente per questo scopo non raggiunge la metà del totale, in base ai dati Miur. Si tratta di Bologna, Milano e Napoli”.

Edifici storici o vetusti

Un altro aspetto da valutare nella realizzazione degli interventi è la presenza di edifici storici, o comunque vetusti. “Se si prende in considerazione l’incidenza di edifici che hanno almeno 100 anni, in Liguria circa il 20% del patrimonio edilizio scolastico è stato costruito prima del 1920, in Piemonte il 16% e attorno al 10% in Lombardia, Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana e Friuli-Venezia Giulia”. Le regioni dove incide maggiormente la presenza di edilizia scolastica post-1976 sono Puglia, Molise, Calabria e Sardegna. In questi territori circa la metà del patrimonio di edilizia scolastica è stato costruito negli ultimi 45 anni. (Ivan Esposito)

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