Il mestiere di genitore è per antonomasia il più difficile del mondo ma anche il più affascinante. Quest’affermazione sembra essere ancor più vera in questo periodo nel quale la parola che ci accompagna quotidianamente è incertezza. La narrativa specialistica ci dice che il genitore perfetto non esiste ma, come ogni mestiere, con l’esperienza si può migliorare. In passato, la funzione genitoriale veniva tramandata da padre a figlio e da madre a figlia, raccontando le vicende familiari. Oggi, il rapporto tra genitori e figli ha subito notevoli cambiamenti e, spesso, i bambini non conoscono neppure la storia della famiglia, le vicende che riguardano i propri nonni. La verità è che ogni genitore è diverso dall’altro perché ogni figlio è unico e irripetibile.   La genitorialità, dunque, è una conquista difficile che continua e si evolve durante tutto l’arco della vita.

Il sostegno alla genitorialità

Le difficoltà imposte da un presente instabile e un futuro incerto hanno messo in crisi i rapporti familiari. Le continue evidenze fornite dagli studi pedagogici e dalle neuroscienze testimoniano quanto tutto ciò che avviene nella primissima infanzia influenzi tutte le dimensioni dell’esistenza di un individuo, la sua capacità di affrontare gli imprevisti e la possibilità di esprimere al meglio il proprio sé.   Aiutare le famiglie oggi è un dovere di ogni società. Il sostegno psicologico alle famiglie resta tuttora a carico di cooperative ed enti del terzo settore. In altri paesi c:è sempre stata più attenzione: già negli anni 30 in Francia “Scuole per genitori”, ancora attive (École des parents et éducateurs), mettevano in atto percorsi formativi a supporto della genitorialità con l’intento di dare accoglienza ai genitori, alla loro esperienza educativa, alle loro narrazioni, così da promuovere una riflessione sui propri vissuti attraverso il confronto e lo scambio reciproci. Poco più tardi negli anni 60 in Inghilterra si diffondono i cosiddetti parent training: piccoli gruppi di genitori che hanno particolari difficoltà legate a deficit o a patologie dei propri figli. Entrambi i percorsi hanno avuto come obiettivo quello di migliorare i rapporti familiari e accrescere la consapevolezza di essere genitore. In Italia, le prime leggi che si sono occupate di famiglie e genitorialità hanno riguardato l’ambito socio sanitario e assistenziale mentre l’aspetto del supporto psicologico e del supporto educativo è ancora sottovalutato. Tuttavia, grazie alla progettazione mirata di enti del terzo settore, cooperative sociali e associazioni di volontariato vengono messe in campo attività rivolte alla valorizzazione delle risorse familiari: vengono attivati servizi rivolte a famiglie vulnerabili, multiproblematiche in situazione di crisi conclamata o meno.

HortiCultura sostiene i genitori

HortiCultura coinvolge e supporta i genitori e le famiglie attraverso un’attività di counselling che si affianca alle azioni condotte con i bambini e parte dalle esigenze specifiche rilevate dalla scuola. Si propone di accompagnare i nuclei più deboli in un percorso di consapevolezza delle criticità e di costruzione di un percorso di riscatto. Il supporto offerto dal servizio di counselling, dunque, si rivolge ai destinatari del progetto che sono in maggioranza portatori di condizioni di fragilità che potrebbero generare forme di povertà educativa, ma viene reso disponibile all’universo parentale dell’intera popolazione scolastica, con l’obiettivo dichiarato – e quanto mai pertinente – di recuperare un’ecologia della persona e dell’ambiente familiare.

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