Va ad acua e non a benzina, una volta imparato ad utilizzarla non si dimentica più, è economica e ambientalista. Ma soprattutto è uno dei simboli indiscussi della sostenibilità in tema di trasporto e di progresso umano. Per questo motivo le Nazioni Unite hanno deciso dedicare alle due ruote più antiche del mondo un evento di risonanza globale: la Giornata mondiale della Bicicletta (World Bicycle Day), appuntamento annuale che si celebra il 3 giugno per richiamare l’attenzione sui vantaggi legati al suo impiego quotidiano. Sul suo sito istituzionale, l’ONU sottolinea anche l’importanza che può avere l’uso della bicicletta nel ridurre le diseguaglianze, oltre all’indiscussa utilità nella lotta ai cambiamenti climatici e la insostituibilità nella promozione di uno sviluppo sostenibile. Questa rafforzata sensibilità per le due (o, a volte anche 3 o 4) ruote a pedali si deve al sociologo polacco Leszek Sibilski, che, tre anni fa , con la sua classe di sociologia, ha avviato un progetto accademico per per studiare quale potesse essere il ruolo delle biciclette nello sviluppo. L’iniziativa si è trasformata in un massiccio processo civile, sostenuto dall’iniziativa Mobilità sostenibile per tutti, affinché anche l’ONU ne riconoscesse l’importanza. Obiettivo raggiunto il 12 aprile del 2018, quando tutti i 193 Stati membri delle Nazioni Unite hanno adottato la risoluzione A / Res / 72/272, che dichiara 3 giugno come Giornata Mondiale della Bicicletta. L’atto definisce la bici, simbolo di trasporto sostenibile in grado di trasmettere un messaggio positivo. E sottolinea come la sinergia tra bicicletta e utente favorisca la creatività e l’impegno sociale, dando alle persone una consapevolezza immediata dell’ambiente locale, e riconoscendole un ruolo fondamentale nell’accesso all’istruzione. Le due ruote dolci comportano dei vantaggi concreti anche nella lotta alla povertà e alla disuguaglianza sociale. Rappresenta una modalità economica, flessibile e individuale di trasporto senza la quale la maggior parte delle persone nei paesi a basso e medio reddito non sarebbe in grado di partecipare all’economia e alla comunità. O semplicemente di accedere ai servizi urbani. Ma soprattutto innumerevoli sono i benefici diretti dell’uso della bicicletta, il cui uso regolare aumenta la salute cardiovascolare e la forza muscolare, migliora la mobilità articolare e la postura, diminuisce i livelli di stress e di ansia, rinforza le ossa e la salute mentale. “L’esercizio quotidiano prolunga l’aspettativa di vita di circa 3,4 anni”, spiega l’ONU. A ciò si aggiungono diretti benefici per l’ambiente: ogni 7 km in bici si eviterà l’emissione in atmosfera di 1 chilogrammo di CO2 rispetto alla stessa distanza percorsa su un veicolo diesel o a benzina.  In Italia un impegno a favore della mobilità sostenibile si sta concretizzando con la misura del PNRR (M2C2 – Investimento 4.1). Il Piano ha previsto di destinare 0,6 miliardi di euro all’espansione della rete ciclabile nazionale. Per la precisone i fondi serviranno a realizzare 570 km di “piste ciclabili urbane” e 1250 km di “piste ciclabili turistiche. Misure che dovrebbero essere accolte con entusiasmo dalla popolazione, soprattutto alla luce dei dati 2020 del mercato bici. Secondo Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) lo scorso anno il settore ha registrato un più 14% nelle vendite di bici tradizionali e addirittura un più 44% in quelle a pedalata assistita o elettriche. Complice il bonus bici il mercato nazionale ha superato la soglia dei 2 milioni di pezzi venduti. “Bisogna rivolgere lo sguardo alla prima metà degli anni ’90 – sottolinea l’Associazione – quando l’avvento del fenomeno mountain bike contribuì in modo significativo alla diffusione della bicicletta in Italia, per leggere dati simili”.

03 giugno 2021                                                                                               Alberto Aversano