Le prime riunioni con parte dell’equipe di HortiCultura si sono svolte a distanza, su una piattaforma web. Un peccato, perché le “sedi operative” del progetto sono davvero siti straordinari. Avremmo avuto solo l’imbarazzo della scelta: Reggia di Caserta, Scavi di Pompei, i luoghi dell’archeologia atellana e dell’Antica Capua. Ma, in attesa di poter organizzare un’opportuna logistica in presenza, abbiamo utilizzato le tecnologie, che sono entrate nel quotidiano di tutti noi, in seguito all’emergenza Covid.

Il supporto di Google

Grazie ai servizi di Google for no profit – di cui HortiCultura ha scelto di avvalesi fin dal primo momento – Terra Felix, Geofilos, Melagrana, E-value, Tuo Museo e Creactivitas hanno fatto il punto su questo momento operativo. Alcuni aspetti molto importanti andavano ridefiniti. Tra questi, per esempio: come gestire la comunicazione interna? come organizzarsi per il trasferimento dei documenti e delle informazioni? come consentire a tutti i partner di contribuire al racconto del lavoro che viene costantemente svolto?

C’era da allineare tutti i partner su un cronoprogramma che ha dovuto tener conto dei recenti vincoli per le attività educative. Dal monitoraggio alla gamification, dalla valutazione di impatto al sostegno psicosociale, tutte le attività di HortiCultura stanno trovando il giusto equilibrio e l’opportuna integrazione.  Entro il termine previsto, si partirà con i bambini. Per quella data, tutte le fasi preliminari vanno messe a punto nel migliore dei modi.

L’innovazione tecnologica condivisa

L’innovazione tecnologica avrà quindi un’importanza strategica per le nostre attività.  HortiCultura mira a concentrare la maggior quantità possibile di risorse finanziarie ed organizzative nelle attività di utilità sociale, quelle che  aiutano concretamente i bambini (e le famiglie) in povertà educativa. Per questo il progetto cerca di ottimizzare tutti i processi organizzativi, affinché la gestione pesi il meno possibile, ma, allo stesso tempo, funzioni rispettando gli standard previsti.

Si fa di necessità virtù, come recita il vecchio adagio. L’emergenza Covid ha avuto almeno il “merito” (si fa per dire) di sviluppare ed ampliare l’utilizzo delle nuove tecnologie. La distanza geografica non è più un confine e questo rende possibile realizzare interazioni tra persone e gruppi, anche con un netto risparmio in termini di emissioni inquinanti. (Ivan Esposito)

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