Poche settimane fa, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha rilasciato una dichiarazione che dovrebbe preoccupare molto tutti noi meridionali. Ha detto, infatti, che Milano è pronta a spendere i fondi europei che il Sud non riuscirà ad utilizzare. Evidentemente Sala sa bene che tanti, troppi politici e amministratori meridionali sono inconcludenti e impreparati. Non conoscono le procedure, non si informano, non sanno elaborare progetti concreti in tempo utile. E così milioni e milioni di euro tornano indietro: vanno ad arricchire quelle stesse zone del Nord dove centinaia di migliaia dei nostri giovani emigrano per trovare un lavoro, dopo anni di studio, lontani dalla loro terra e dalle famiglie che li hanno cresciuti con tanti sacrifici.

Le parole di Sala ci sono tornate in mente leggendo della posizione di Terza Via in merito al tavolo di concertazione che il Comune di Succivo ha aperto sulla destinazione del Casale di Teverolaccio. In democrazia, è giusto avere idee diverse e confrontarsi. Ma chi fa politica dovrebbe basarsi su una conoscenza approfondita delle questioni e delle opportunità. Altrimenti come si fa ad elaborare proposte utili alla popolazione? Come si fa a creare sviluppo per un territorio già così provato?

Riteniamo quindi utile fornire alcuni chiarimenti importanti, per l’ennesima volta:

1. la Fondazione Con il Sud ha finanziato un progetto su Teverolaccio, ma non ha alcun ruolo operativo nelle attività, né ha alcun accordo per la disponibilità dell’immobile col Comune di Succivo. Affermare che ne sarebbe proprietaria all’80% è semplicemente falso. Ci si poteva documentare leggendo gli atti e il bando “Il Bene torna Comune”, ma alcuni politici non hanno voluto fare tutta questa fatica.

2. il Casale di Teverolaccio oggi ha regolamenti di ingresso e di utilizzo. Venticinque anni fa, quando Legambiente ha iniziato il processo di recupero e di valorizzazione, non era così. E infatti il Casale era terra di nessuno: pieno di “munnezza”, mentre oggi è pieno di attività.

3. La Tipicheria è in piena regola, è vero. E ci mancherebbe altro che non lo fosse. In una zona violentata da ecomafie e speculazione edilizia, paradossalmente una cosa normale fa notizia.
La Tipicheria nell’ecosistema Teverolaccio non è una generica formula o una proposta vaga da campagna elettorale. E’ invece un esempio positivo e concreto di impresa sociale e di promozione territoriale che si aggancia a tante altre attività di Terra Felix e di Legambiente Geofilos, tutte svolte secondo le linee di indirizzo dell’Unione Europea e la legge italiana, che non solo le consentono, ma le valorizzano.

4. La Masseria Ferraioli di Afragola svolge un lavoro egregio e coraggioso, in un bene che lo Stato ha confiscato alla camorra, in seguito ad un affidamento pluriennale al Terzo Settore e a finanziamenti a sostegno delle attività. Si tratta di una realtà analoga a quella che si svolge nel Casale di Teverolaccio, che invece oggi una parte della politica succivese vuole distruggere, non sapendo che proprio l’esperienza di Succivo ha fatto da apripista e da buona prassi di riferimento per Masseria Ferraioli e per tanti altri.
Terra Felix sostiene e lavora passo a passo con l’esperienza di Masseria Ferraioli e centinaia di esperienze analoghe in tutto il Sud Italia. Lo fa grazie al fatto che il Ministero degli Interni ha approvato una nostra progettualità – condivisa con NCO e Comitato don Diana – che assicura formazione, consulenza, comunicazione e networking ad imprese sociali attive su beni confiscati. 

A differenza dei politici meridionali inconcludenti – quelli su cui spera il Sindaco di Milano per prendersi i fondi che spettano al Sud – Terra Felix e Legambiente Geofilos hanno ideato e realizzato progetti su Teverolaccio e sul territorio casertano. Progetti che hanno avuto il sostegno di: Fondazione Con il Sud, Dipartimento per la Gioventù e Dipartimento Politiche per la Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Banca d’Italia, Enel Cuore, Con I Bambini, Regione Campania, Chiesa Valdese, Agenzia per la Coesione. Soldi rendicontati fino all’ultimo centesimo, che si sono trasformati in Beni Pubblici di nuovo utilizzabili per la popolazione e in posti di lavoro per persone svantaggiate e giovani che hanno avuto così un’alternativa all’emigrazione, e che invece una politica parolaia vorrebbe rimettere in mezzo ad una strada.

Un quarto di secolo di fatti concreti e verificabili, noti in tutta Italia, sono la nostra base di confronto sulla destinazione del Casale di Teverolaccio. Noi ci confronteremo con chiunque voglia, con altrettanta credibilità, partecipare al Tavolo aperto dal Comune. Chi questa credibilità non la possiede, eviti pure di ingolfare i lavori. 

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