Imbattersi in cumuli di rifiuti, più o meno grandi e di svariati tipi ed origini (dalla buccia di banana, al vecchio frigorifero), soprattutto nelle strade di periferia degli agglomerati urbani o nelle ancora più isolate stradine di campagna, non dà una bella sensazione. Aumenta percezioni di abbandono e di degrado che potrebbero essere spazzate via se semplicemente si seguissero i calendari della raccolta differenziata previsti dai vari regolamenti comunali, oltretutto evitadno di carcarsi sulle spalle rifiuti dpesso ingombranti e non certo maneggevoli. Tuttavia, anche quando l’onesto cittadino fa il suo dovere e conferisce l’umido il lunedì, il multi materiale il mercoledì e chiama il servizio ingombranti per disfarsi del vecchio materasso, gli può capitare, come dicevamo sopra, di imbattersi in cumuli di rifiuti, domestici e non, abbandonati lungo strade più o meno periferiche o in campi isolati, lontano da occhi indiscreti, e che presentano tutte le caratteristiche di una discarica illegale. Cosa può fare in questi casi chi vuole mantenere un ruolo attivo nella difesa dell’ambiente in cui vive? Innanzitutto, bisogna premettere che l’abbandono incontrollato di rifiuti è espressamente vietato dal d. lgs. 152/2006, il TUA, testo unico in materia ambientale, meglio noto come Codice dell’ambiente, che all’art. 192 comma 1, stabilisce che “L’abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati”.  Oltre a prevedere questo divieto l’art. 192 del  TUA sancisce, al comma 3, l’obbligo per i responsabili dell’illecito di ripristinare i luoghi e di smaltire i rifiuti. Infine, il Codice dell’Ambiente prevede per il trasgressore del divieto persona fisica una sanzione pecuniaria, da 300 a 3000 euro nei casi “meno gravi”, raddoppiata nel caso di rifiuti pericolosi.  Se, invece, l’autore dell’illecito è un soggetto che si occupa in maniera professionale dello smaltimento di rifiuti, pubblico o privato, la sanzione amministrativa va da 2.600 a 26.000 euro, oltre gli oneri per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti. In questi casi, inoltre, alla sanzione amministrativa si aggiunge la denuncia e, in caso di condanna, una pena detentiva che nei casi più gravi può arrivare a 2 anni. Fatta questa premessa, il cittadino che intenda segnalare la presenza di rifiuti abbandonati può farlo indistintamente al sindaco o alla polizia locale del comune dove avviene il ritrovamento. Per una maggiore efficacia della segnalazione, consigliamo di farla per iscritto e depositarla all’ufficio protocollo del comune, il quale rilascerà un numero di protocollo da conservare con cura. Se in questo periodo l’accesso agli uffici comunali dovesse essere vietato o limitato, si può inviare la segnalazione tramite PEC all’indirizzo di posta elettronica certificata del comune, che restituirà una ricevuta recante il numero di protocollo. Affinchè abbia le maggiori possibilità di sortire un effetto positivo, la segnalazione deve contenere indicazioni che permettano di localizzare in maniera rapida ed inequivoca la zona della discarica e una descrizione dei rifiuti abbandonati. È utile allegare un rilievo fotografico e, ove possibile, indicare testimoni. Infine, una raccomandazione. Quando ci si imbatte in discariche abusive, spesso non si conosce la natura dei rifiuti abbandonati: non cercate di capirne di più frugando tra i cumuli, lasciate fare al personale addestrato e attrezzato apposta per questo. Infine, sull’argomento si segnala che l’ARPAC ha redatto le “Linee guida per la rimozione dei rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato”, al fine di consentire ai Comuni di rimuovere, in tempi rapidi, i rifiuti abbandonati sulle aree di propria pertinenza/competenza, anche al fine di evitare la combustione dolosa degli stessi con conseguenti maggiori danni ambientali e sulla salute della popolazione. Le linee guida per dell’ARPAC sono consultabili sul sito istituzionale dell’ente.

Alberto Aversano

20 aprile 2021

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