L’8 febbraio 2022 la Camera dei deputati ha approvato definitivamente una proposta di legge di revisione costituzionale volta ad inserire la tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’ecosistema, tra i princìpi fondamentali della Costituzione. L’iter per l’approvazione di una legge di modifica della Costituzione è necessariamente più complesso di quello che porta all’adozione di una legge ordinaria. Ed è giusto che sia così, in considerazione dell’enorme influenza che la Costituzione, la legge delle leggi, è destinata ad avere su tutte le altre leggi dello stato che a quella si devono ispirare, mettendone in pratica i principi. Difatti, dopo la prima approvazione in Senato lo scorso giugno, la Camera dei deputati aveva approvato il testo, in prima deliberazione, il 12 ottobre 2021, nel medesimo testo del Senato, che lo ha approvato in seconda deliberazione il 3 novembre 2021, con la maggioranza dei due terzi dei componenti. Con questa modifica viene data una portata più articolata al concetto di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali previsto dall’articolo 117, secondo comma della Costituzione, introdotto con la riforma del Titolo V approvata nel 2001, nella parte in cui enumera le materie su cui lo Stato abbia competenza legislativa esclusiva. Ma va oltre. L’ambiente è ora inteso nella sua accezione più estesa e sistemica quale ambiente, ecosistema, biodiversità, la cui tutela è affidata alla Repubblica “nell’interesse delle future generazioni”, introducendo, così, il concetto di sviluppo sostenibile al livello costituzionale. La ratio della riforma consiste nel considerare l’ambiente non come una res ma come un valore primario, costituzionalmente protetto. Inoltre, tale tutela è rivolta ai posteri, ossia alle generazioni future e si tratta di una formulazione assolutamente innovativa nel testo costituzionale. Una riforma, dunque, che introduce principi e concetti nuovi e che risponde alla spinta proveniente dai movimenti ambientalisti, promossi tra gli altri dai giovanissimi dei Fridays for future, e che recepisce, con un certo ritardo, le linee di principio già indicate dalla normativa europea. Infatti, la Carta di Nizza, Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, già nel 2000 si occupava della tutela dell’ambiente all’art. 37, stabilendo che “Un livello elevato di tutela dell’ambiente e il miglioramento della sua qualità devono essere integrati nelle politiche dell’Unione e garantiti conformemente al principio dello sviluppo sostenibile”. Anche il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) all’art. 191 definisce la politica comunitaria in ambito ambientale individuando gli obiettivi da raggiungere. D’ora in poi ogni legge che verrà approvata in Italia dovrà rispettare i principi di tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’ecosistema, assurti a rango di principi costituzionali per garantire lo sviluppo sostenibile alle generazioni future. Per completezza di informazione, infine, si ricorda che a norma dell’art. 138 della Costituzione, essendo stata approvata con una maggioranza dei 2/3, questa legge di revisione costituzionale non dovrà essere sottoposta a referendum per la sua approvazione definitiva.

15 febbraio 2022

Alberto Aversano

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